Nuove strade per il portafoglio: Eltif 2.0, Pir, fondi tradizionali o Btp? ​

Nel 2025, il mondo degli investimenti si arricchisce di nuove opportunità di diversificazione. Gli Eltif 2.0 stanno riscrivendo le regole del gioco, offrendo maggiore liquidità e accesso privilegiato a settori come private equity, infrastrutture e immobiliare. Con oltre 70 società di gestione coinvolte e protagonisti del calibro di Azimut e Amundi, il settore è in pieno fermento. Ma come si posizionano questi strumenti rispetto a Pir, fondi tradizionali e Btp? Esploriamo insieme le caratteristiche e le potenzialità di ciascuno.​

Eltif 2.0: la nuova frontiera degli investimenti alternativi

Gli European Long-Term Investment Funds (Eltif) sono stati introdotti dall'Unione Europea nel 2015 con l'obiettivo di canalizzare i capitali privati verso l'economia reale, in particolare verso le piccole e medie imprese (PMI), le infrastrutture e altri progetti a lungo termine. Tuttavia, la prima versione degli Eltif presentava alcune limitazioni, come la scarsa liquidità e restrizioni sugli asset eleggibili, che ne hanno limitato la diffusione tra gli investitori retail.

​Con l'introduzione della versione 2.0 nel gennaio 2024, il panorama è cambiato radicalmente. Le principali novità includono:​

  • Maggiore liquidità: ​gli Eltif 2.0 possono adottare una struttura semi-aperta, permettendo agli investitori di effettuare sottoscrizioni e rimborsi periodici, sebbene non con la stessa frequenza dei fondi aperti tradizionali.
  • Ampliamento degli asset eleggibili: ​è ora possibile investire in una gamma più ampia di asset class, inclusi titoli garantiti da ipoteca, obbligazioni garantite da prestiti e alcune società finanziarie non bancarie.
  • Accessibilità per gli investitori retail: ​l'abolizione del ticket minimo di investimento e la possibilità di investire indirettamente attraverso altri fondi rendono gli Eltif più accessibili ai piccoli risparmiatori. 

​Queste modifiche hanno stimolato l'interesse degli investitori e delle società di gestione. Secondo un report di Scope, il numero di Eltif autorizzati è cresciuto significativamente, con asset under management che hanno raggiunto circa 13,6 miliardi di euro nel 2024. ​. 

YA_logo BVuoi sapere da un consulente esperto quali sono gli strumenti migliori per il tuo portafoglio?

Scrivici ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno

con l'advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Pir e fondi tradizionali: strumenti consolidati con vantaggi fiscali

I Piani Individuali di Risparmio (Pir) sono stati introdotti in Italia nel 2017 per incentivare gli investimenti nelle PMI italiane, offrendo vantaggi fiscali significativi. Se detenuti per almeno cinque anni, i Pir permettono l'esenzione dalle imposte sui capital gain e dalle imposte di successione, rendendoli strumenti attraenti per chi cerca efficienza fiscale.


​I fondi comuni di investimento tradizionali, sia obbligazionari che azionari, continuano a rappresentare una scelta primaria per molti investitori. Offrono una vasta gamma di strategie e livelli di rischio, con la possibilità di diversificare il portafoglio in modo efficiente. La loro liquidità giornaliera e la trasparenza li rendono strumenti adatti sia per investitori alle prime armi che per quelli più esperti.

Btp: il fascino dei Titoli di stato italiani

​I Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) sono titoli di stato a medio-lungo termine emessi dal governo italiano. Offrono rendimenti fissi e sono considerati strumenti a basso rischio, sebbene siano soggetti alla volatilità dei tassi d'interesse e al rischio paese. Nel 2025, l'Italia ha mostrato una stabilità politica inusuale, rendendo i Btp più attraenti rispetto ai titoli di stato di altri paesi europei come Germania e Francia. Questo ha portato a una riduzione dello spread tra Btp e Bund tedeschi, segnalando una maggiore fiducia degli investitori nel debito italiano.

Quale strada scegliere per diversificare il portafoglio?

La scelta tra Eltif 2.0, Pir, fondi tradizionali e Btp dipende dagli obiettivi finanziari, dall'orizzonte temporale e dalla tolleranza al rischio di ciascun investitore.​

  • Eltif 2.0: ​ideali per chi cerca esposizione a mercati privati e può permettersi un orizzonte d'investimento a lungo termine, accettando una liquidità ridotta.​

  • Pir: ​adatti a chi desidera beneficiare di vantaggi fiscali sostenendo al contempo l'economia italiana, con un impegno minimo di cinque anni.​

  • Fondi tradizionali: ​offrono flessibilità e diversificazione, con la possibilità di adattare la strategia di investimento in base alle proprie esigenze e al contesto di mercato.​

  • Btp: ​indicati per chi cerca un investimento a basso rischio con rendimenti stabili, pur essendo consapevole delle dinamiche dei tassi d'interesse e del rischio sovrano.​

La chiave del successo è costruire un portafoglio ben diversificato, bilanciando il rischio con le proprie esigenze finanziarie. Ma farlo senza il supporto di un esperto può risultare complicato. Affidarsi a un consulente finanziario permette di evitare errori costosi e di individuare le soluzioni migliori per il proprio profilo di investimento. Perché in finanza, come nella vita, scegliere il giusto alleato può fare la differenza tra un buon investimento e un'occasione mancata.

YA_logo BVuoi, senza impegno, parlare con un consulente esperto per sapere quali sono gli strumenti migliori per il tuo portafoglio?

Compila il form e ti metteremo in contatto gratuitamente e senza impegno con l'advisor giusto per te grazie a YourAdvisor